Qualcuno era populista

"Mi hanno chiesto se sono un demagogo. Ho detto che col cavolo che mi piego a questi giochetti a danno del nostro Onorato Popolo!"

[dropcap type="circle" color="#333333" background="#FFCB3E"]U[/dropcap]n bel giorno l’Italia si è svegliata e, stiracchiandosi la Sicilia e la Sardegna, ha scoperto di essere afflitta da un morbo incurabile: il populismo. In realtà il contagio, dicono i bene informati, in questi giorni di elezioni ha interessato tutta l’eurozona martoriata dalla crisi e dalle politiche di austherity, diventando presto di dominio pubblico.

“Mi hanno chiesto se sono un demagogo. Ho detto che col cavolo che mi piego a questi giochetti a danno del nostro Onorato Popolo!”

In Francia il Front National, guidato dalla figlia di Le Pen, è arrivato al 18% delle preferenze, anche grazie allo sdoganamento – in barba ai principi del gollismo – che gli ha riservato il Presidente uscente Sarkozy. In Grecia un partito di deviati mascherati da Goebbels (“Alba dorata”) è entrato in Parlamento superando quota 7%. In Ungheria ed Olanda ci sono forte presenze populiste, islamofobe e più in generale riconducibili alla Santanchè.

Giusto dal punto di vista di tutti – media, opinione pubblica e politica – quindi, sbigottirsi e gridare al cambiamento di rotta. In qualsiasi altro Paese. Ma in Italia? Volete dirmi che il buon risultato di uno che si professa essere l’ultimo baluardo di civiltà davanti all’avanzata degli estremisti è una notizia nuova? A me pareva di averlo già sentito.

Siamo seri, analisti di questa ceppa: sentire la gente al bar che parla dei grillini come fossero i cosacchi provoca in me più pena che stupore. Beppe Grillo non è un profeta nè un rivoluzionario (esattamente come non è fautore di un nuovo prototipo di democrazia né un nemico della politica): è solo un politico qualunque che cerca di conquistarsi la piazza in un Paese dove te la cedono a determinate condizioni.

Possibile che a nessuno siano bastati i cappi sventolati dalla Lega, il ponte sullo Stretto, il milione di posti di lavoro del Presidente del Milan e le manfrine di Vendola e Di Pietro, per accogliere la notizia dello sbarco del populismo in Italia come quella – che so – della trasmissione in anteprima di una fiction chiamata Beautiful?

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