• Non è l’America

    Mentre noi ci lagniamo per i «ribaldi del web», per le ingiurie dei soliti cretinetti, per la mancanza di civiltà della “Rete”, e dibattiamo l’applicazione di norme più severe, controlli e giurisdizioni ad hoc per contrastare i troll, succede che al di là dell’Atlantico il magazine New Yorker presenta Strongbox.

    Cos’è? Cito dal sito ufficiale: «Strongbox è un nuovo modo per permetterti di condividere informazioni, messaggi e file con i nostri scrittori e redattori ed è concepito per darti un grado maggiore di anonimato e sicurezza rispetto all’email convenzionale». Strongbox è accessibile solo tramite la rete protetta Tor, non salva l’indirizzo IP degli utenti e genera un codice univoco utilizzabile per accedere all’inbox e leggere eventuali messaggi di risposta. Senza che nessuno abbia nomi e possa essere rintracciato in qualsivoglia modo.

    Aspettiamo di sapere cosa ne pensano i soloni dei nostri editoriali.

  • Chris in the sky with diamonds

  • Perché quelle parole mi fanno schifo

    Poco più di un’ora fa Silvio Berlusconi, in un comizio a Brescia, ha detto quanto segue:

    Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, e mi sono commosso. Sono le immagini di Enzo Tortora, che rivolgendosi ai suoi giudici disse: “Io sono innocente. Spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi”. E’ questo il sentimento non solo mio, ma di tantissimi italiani[...]

    Ora, a me queste parole fanno schifo. Sono favorevole alle larghe intese, ai governi “dell’inciucio” – per dirla alla Grillo, sono uno di quelli che non vede alcun problema nel guardare al di là delle barricate. Ma queste parole, a me, provocano uno sdegno personale e profondo perché strumentalizzano su un palco adibito a kermesse elettorale una vicenda terribile. Una vicenda e una battaglia – detto per inciso – che nulla ebbero a che vedere con le pistolettate anti-magistratura dei berluscones, quasi del tutto scevre di ogni significato che travalichi l’immunità del leader.

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  • Mentana resti al bar

    C’è Enrico Mentana che – sostanzialmente – promette di abbandonare il social network Twitter per «il numero di tizi che si esaltano a offendere», i «ribaldi col nickname» che oggi pare abbiano passato la misura.

    Ora, sul discorso delle offese sul web in questi giorni si è scritto talmente tanto e talmente in modo noioso, dopo il caso Boldrini, che nessuno nella Storia dovrebbe mai più spenderci una parola. E mi atterrò a questa convinzione. Mi sembra strano, però, che il direttore del TgLa7 si sia accorto solo ora che il mondo, là fuori, è pieno di dementi. Voglio dire: Mentana aveva 300.000 follower anche ieri e l’altro ieri, e immagino che gli insulti siano stati parte integrante della sua esperienza sui social media fin dall’inizio. Mi sembra ragionevole pensare che Enrico Mentana fosse Enrico Mentana anche ieri, o una settimana/mese/anno fa.

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